25.10.2012

Il presidente Giorgio Napolitano interviene sui tagli ai fondi per ASI. Scongiurato lo scioglimento ma per salvare l’Agenzia Spaziale Italiana è necessario un progetto di riordino

Durante la visita al Centro dell’Agenzia spaziale europea a Noordwijk il Presidente della Repubblica si dichiara stupito e ritiene inconcepibile che il Governo italiano tagli i finanziamenti dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Del resto, durante le giornate dello IAC 2012 di Napoli, ai numerosi operatori e scienziati di aerospazio e appassionati delle vicende dell’avventura umana nello Spazio e del ruolo del nostro Paese, sicuramente non è nemmeno passato per la mente che nelle stesse ore il Governo Italiano stava partorendo l’idea di sopprimere l’Agenzia Spaziale Italiana.Eppure nel testo nella bozza di riordino degli enti di ricerca contenuta nel testo di Legge di stabilità, all’articolo 11 comma 31, si prevedeva la cancellazione dell’ASI e la confluenza di tutte le funzioni e strutture in un’unica Agenzia per la ricerca nazionale e internazionale.Il nostro Paese è un protagonista importante nel settore Spazio, chiunque sa bene che l’Agenzia Spaziale Italiana, sebbene con i limiti rilevati da tempo da osservatori e esperti, oltre a rappresentare l’universo nazionale d’imprese ed enti di ricerca, supporta le politiche nazionali e lo sviluppo dell’intero comparto. Non si capisce come possa essere sfuggito a un governo di tecnici le conseguenze che una tale decisione avrebbe comportato per un settore strategico per l’economia del Paese, in particolare per le centinaia di PMI che lasciate prive di un riferimento istituzionale, non avrebbero avuto alcuna possibilità di misurarsi con i grandi progetti dell’Agenzia Europea. Un errore che – seppure prodotto dall’intenzione di razionalizzare e ridurre i costi – avrebbe trascinato il comparto nazionale dello Spazio fuori da quel percorso che – nonostante tutto – consente ancora al nostro Paese di mantenere una partecipazione nei principali programmi internazionali, e di rappresentare in questo campo un pezzo importante dell’intera Europa come terzo finanziatore dei programmi dell’agenzia spaziale europea. Per fortuna il duro colpo all’economia nazionale è stato finora evitato e il testo di riordino degli enti è stato modificato e stralciato dalla legge di stabilità. Il piano di riordino dell’Agenzia e degli enti di ricerca è stato demandato ad una proposta che sarà formulata entro il 31 gennaio del 2013 da una consulta costituita dai presidenti degli enti stessi. La svista del Governo ha tuttavia posto il tema dormiente di un progetto di razionalizzazione e riordino del comparto di cui è sentita da molto tempo la necessità da tutti gli attori del sistema Spazio. C’è d’augurarsi che la consulta riprenda quel modello di riordino prodotto dalla felice stagione del VAST, (Comitato parlamentare per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche ), che con la proposta di legge N.392,( Proposta 1 2 ), nel corso del 2006 portò alla formulazione della proposta bipartisan di trasferire dal MIUR direttamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le competenze dell’ASI e le strategie di sviluppo dell’intero sistema nazionale dell’aerospazio. Il testo della proposta di legge, mai discusso dal Parlamento, sostanzialmente, prevede che l’intera “partita spazio” debba essere affidata alla responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale deve assumere l’alta direzione delle relative politiche e può delegare al vice presidente del Consiglio l’esercizio delle attività e le attribuzioni individuate dalla legge. Un Comitato Interministeriale per le politiche concernenti lo spazio deve assicurare un coordinamento continuo e costante di tutte le competenze e di tutti gli interessi in campo, in questo modo l’ASI sarebbe ricondotta a un ruolo di fondamentale di motore trainante per la ricerca, per l’innovazione nel settore, nonché di necessario supporto all’industria nazionale.