19.11.2012

Il costruttore canadese punta al mercato sudamericano, oggi  paga un’assenza nell’area e  cerca il recupero

“Il Q400 è ben studiato per il territorio andino, la richiesta di operatività ad alta rende il velivolo particolarmente adatto per paesi come il Perù, l’Ecuador, la Bolivia, il Cile e parti del Messico”. Quella di Philippe Poutissou VP-marketing di Bombardier Aerospace suona come una dichiarazione di intenti della casa canadese verso il mercato sudamericano, nel quale fino ad oggi è stata in ritardo rispetto ai principali competitors. Le stesse caratteristiche di operatività in condizioni “estreme” di altitudine e calore, secondo Poutissou, aprono il Q400 al mercato delle sostituozioni dei regionali da 50 posti.

Secondo le previsioni di Bombardier l’America Latina avrà bisogno, per i prossimi 20 anni di circa mille velivoli da 50-100 posti, dei quali il 40% saranno turboprop e il 60 piccoli narrowbody, come i CSeries, aggiunge Poutissou.
Attualmente il costruttore canadese non ha in portafoglio ordini provenienti dal Sud America per la famiglia CSeries. Lo stesso manager riconosce la storica debolezza in questo mercato, ma che ora ha enormi potenzialità. A dimostrazione del fatto che Bombardier stia cercando di recuperare il gap con i concorrenti c’è l’allestimento di un aftermarket support network nell’area e la costituzione del primo team vendite dedicato proprio all’America Latina. “Il traffico nel Sud America negli ultimi otto anni è raddoppiato – conclude Poutissou – e noi faremo tutti gli sforzi possibili per stare in questo mercato”.