Si è conclusa nei giorni scorsi la fase preliminare del bando della Regione Campania per la reindustrializzazione dell’economia e il rilancio delle filiere strategiche dell’industria regionale.

regcampaNonostante alcune polemiche che hanno accompagnato l’iter del bando, sono state numerose le aziende e i consorzi che hanno presentato progetti industriali e le relative proposte d’investimento per accedere alle risorse previste dal Contratto di programma.
Le prime valutazioni sulle richieste pervenute, quelle di tipo più generale, sono contenute nell’intervista che a chiusura dei termini ci ha rilasciato l’On. Fulvio Martusciello e pubblicata su Aerospazio Campania, e ripresa da altri portali di comunicazione specializzata.
Vi proponiamo un focus sulle imprese e i progetti che sono stati presentati e candidati ad accedere alle risorse previste nell’intervento regionale pubblicato a metà settembre, e che prevede una disponibilità di complessivi 150 milioni di euro per le filiere dell’aerospazio e dell’aeromotive.
Si sono chiusi negli ultimi giorni di dicembre i termini per concorrere al Bando, dagli atti risulta che sono quindici i dossier presentati da sessantaquattro imprese dei due comparti. Non più di undici pare avere i requisiti richiesti. Sono stati dettagliati 179 progetti industriali per investimenti complessivi pari a 448 milioni. Le aziende chiedono risorse pubbliche per oltre 212 milioni, superando la disponibilità assegnate dal Bando.
Dell’aerospazio sono ventotto le aziende campane che hanno presentato i novantotto progetti per i quali si chiedono 140 milioni di contributi alla Regione Campania e per i quali si prevedono 284 milioni d’investimento.
La metà di queste richieste è delle imprese di Finmeccanica: Alenia Aermacchi, Selex SI e MBDA, che però corrono praticamente in solitudine, cioè fuori dalle filiere, fatta eccezione per una piccola azienda che è consorziata con MBDA.
Le altre PMI regionali – esclusa EMA di Morra de Santis, controllata dal player Rolls Royce – sono invece all’interno di consorzi o società consortili, c’è un raggruppamento di ben tredici aziende, tra queste tutte le più significative dell’industria aeronautica campana, e tra loro, anche la Wind.
Considerando il ruolo che giocano i grandi player, c’è da chiedersi quante delle risorse arriveranno alle PMI, considerando che questi fondi consentirebbero a molte di loro di attrezzarsi per partecipare al nuovo programma del turboelica di Alenia Aermacchi, che resta a oggi, la condizione unica e necessaria per garantire in Campania un comparto industriale aeronautico.
Il discorso non è molto diverso per l’aeromotive, sono tre le filiere che hanno presentato i dossier, in due di esse è presente Paolo Scudieri, tra i più importanti imprenditori internazionali del settore, e raggruppano trenta imprese per sessantanove programmi, 140 milioni d’investimenti e 63,5 milioni di  richieste di finanziamento pubblico.
Quindi le richieste di finanziamento per l’aeromotive, a differenza dell’aerospazio, sono inferiori ai settantacinque milioni resi disponibili dal bando.
Resta da capire, è questo lo dovranno fare i rappresentanti delle istituzioni, questo denaro pubblico e le risorse degli imprenditori quando, dove e quanti, nuovi posti di lavoro creeranno in futuro.
Ricordiamo che il check-up su Mezzogiorno presentato da Confindustria – SRM ci conferma che tra il 2007 e il 2011 il PIL del Mezzogiorno, in termini reali, ha subito una riduzione di quasi ventiquattro miliardi di euro (-6,8%), più di sedici mila imprese hanno cessato di esistere e il numero di occupati nella sola Campania si ridotto di oltre 160 mila persone. Il tempo non è una variabile indipendente se si vuole arrestare la bufera che imperversa sull’economia regionale e la tragedia che travolge il futuro  delle nuove generazioni.