gaetanosateriale Lo sostiene Gaetano Sateriale dirigente nazionale della CGIL a NAPOLI per discutere con i dirigenti sindacali napoletani e con il Rettore Massimo Marelli del piano del Lavoro.

 A Gaetano Sateriale abbiamo chiesto se  parlare di Piano del Lavoro a Napoli, ipotizzare un progetto di reindustrializzazione, significa parlare di Finmeccanica e delle aziende del gruppo che in Campania rappresentano il cuore del sistema industriale regionale.

 Il leader sindacale è il coordinatore della segreteria della Camusso ed è il responsabile del progetto della CGIL di una grande iniziativa politica per il lavoro. E’ stato anche sindaco di Ferrara ed  è stato uno dei protagonisti della stagione dello sviluppo di Alenia Aermacchi, quando Finmeccanica affrontò la prima grande crisi delle aziende del gruppo.

Erano gli anni 90, e il nostro Paese si ritrovò nel pieno della prima grande crisi dell’economia europea  che ridefiniva il mercato internazionale del lavoro con si avviava la deindustrializzazione del Mezzogiorno.

L’Italia rischiò di uscire dal comparto aeronautico emarginato dalla riconfigurazione del sistema delle alleanza internazionali, perchè l’industria italiana non ritrovava  uno spazio, non era competitiva e le aziende nemmeno capitalizzata. Il  sistema industriale era impreparato, inadeguato  e ingessato da relazione industriali esasperatamente conflittuali.

L’uscita dalla crisi e le condizioni del rilancio del comparto aeronautico e dell’industria campana fu allora possibile perché il management, –  con a capo un giovane Giorgio Zappa che aveva da poco sostituito  Giorgio Nannetti,  noto ‘tagliatore di teste che aveva gestito il primo processo di ridimensionamento del gruppo –  e il sindacato individuarono un percorso condiviso sul piano degli investimenti e del riposizionamento del gruppo sullo scenario internazionale delle alleanze. La direzione di marcia fu recuperare i ritardi verso l’Europa e quindi l’accordo per la partecipazione dell’industria italiana al programma Airbus A380, una  nuova organizzazione del lavoro finalizzata al recupero della produttività’ ed efficienza con un progetto condiviso con le organizzazioni dei lavoratori.

Eppure,oggi, come anni fa, il gruppo Finmeccanica e Alenia Aermacchi fa i conti con una crisi finanziaria, di strategie Industriali e di management in un contesto politico confuso e dopo una bufera conseguente alle vicende riportate ampiamente dalla stampa,  ha significativamente indebolito il gruppo e il management di Finmeccanica. Come definire allora i profili di un Piano del Lavoro che presuppone un processo di una  reindustrializzazione  a parti delle preesistenza e dai  comparti innovativi e strategici per l’economia del Paese.   

” Finmeccanica è un grande patrimonio del Paese per professionalità, capacità di ricerca e innovazione. Anche ora nella crisi e nelle difficoltà della sua dirigenza. Penso che su quel patrimonio si debba tornare a investire per innovare il Paese: dotandolo delle tecnologie e delle innovazioni che sono necessarie per accrescerne la competitività. A partire dal Mezzogiorno e dalle aree dove Finmeccanica è insediata. Questo si propone di fare il Piano del Lavoro della Cgil: valorizzare le risorse che ci sono nei diversi territori per favorire lo sviluppo generale e la crescita di posti di lavoro di qualità. Per far questo occorre che il Governo si dia una politIca industriale attiva che eviti la dispersione delle eccellenze, a partire da Finmeccanica.”