19.01.2013

Il candidato alla presidenza del Consiglio rileva una ‘disattenzione’ del Governo e della classe politica verso Finmeccanica.

L’intervento del responsabile della segreteria CGIL Gaetano Sateriale, e l’analisi pubblicata su huffingtonpost.it da Raul Caruso(1)   sul perché Finmeccanica sia ritenuto dai politici un argomento scomodo tale per cui è meglio lasciarlo fuori dal dibattito elettorale, ha evidentemente sollecitato la presa di posizione di Pier Luigi Bersani su Finmeccanica.

Il candidato premier del CentroSinistra riconosce che sulle grandi società controllate dallo Stato, in particolare Finmeccanica, “non c’è stata sufficiente attenzione. Non posso tacere di qualche elemento critico che c’è stato quest’anno”. Lo dice Pierluigi Bersani che spiega che “Finmeccanica meritava un’attenzione particolare da parte del Governo e del Parlamento, nelle forme giuste. Stiamo parlando – ha ricordato – di una grande impresa pubblica che gestisce una frontiera tecnologica di primissimo piano per il nostro Paese. Ricordo – come ha fatto Gaetano Sateriale nella dichiarazione rilasciata ad Aerospazio Campania ricordando quella stessa fase della storia del Gruppo- che quando capitò a me, in una fase anche difficile di ristrutturazione di quell’azienda, si condussero le cose con un Governo che parlava con l’azienda, con una Commissione parlamentare che discuteva seriamente di questa cosa e con decisioni affidate, naturalmente, al manager ma secondo un indirizzo dell’azionista”. Bersani rileva che “l’azionista deve dire qualcosa. Se partiamo dal presupposto che l’azionista, essendo pubblico, non deve dire nulla, la cosa non ha senso, non sta in piedi, si finisce per avere imprese che non hanno barra sufficiente”.

1) E’ ricercatore in politica economica presso l’università Cattolica di Milano. E’ stato insignito dello Stuart Bremer Award nel 2004 e del premio Isimbardi nel 2011. Negli Stati Uniti dirige la rivista Peace Economics, Peace Science and Public Policy. E’ executive director del Network of European Peace Scientists. È inoltre membro del consiglio direttivo di del World Research and Peace Science Center, e del comitato di ricerca della Fondazione per il Global Nonkilling negli Stati Uniti. Nel corso degli ultimi anni, ha tenuto lezioni presso il MIT (USA), la Hiroshima University (Giappone), la Warsaw University (Polonia), la Novosibirsk State University (Federazione Russa) e la Kazakh Humanitarian Law University (Kazakhstan).