24.01.2013

Il presidente Valter Proietti ai sindacati, la cessione di quote azionarie porterà liquidità in Azienda.

Il 2013 non inizia nel migliore dei modi: solo 43 persone in servizio, 10 in trasferta e 73 in cassa integrazione

 

Per niente rassicurati dalla strategia approntata dalla direzione aziendale per superare le difficoltà finanziarie, ripartono le agitazioni sindacali all’OMA Sud di Capua.

Dopo le festività natalizie, che avevano visto anche significative manifestazioni di solidarietà  dei dipendenti  e della direzione del CIRA, le attività lavorative in OMA Sud  sono riprese, con 43 persone in servizio, 10 in trasferta ed i rimanenti 73 in cassa integrazione in deroga.

In una nota diffusa dalla Rsa della Oma Sud si rende noto che  “In data 22 gennaio 2013 si è tenuta una riunione tra i Rappresentanti Sindacali e la Direzione Aziendale – spiegano in una nota le Rsa della Oma Sud – nella quale non sono emerse sostanziali novità in merito alla situazione economica e lavorativa”.

“Prosegue  – si legge nel comunicato –  da parte aziendale la trattativa con importanti Istituti Finanziari, che come riportato dal Presidente Valter Proietti, dovrebbero a seguito di acquisto di quote azionarie, portare liquidità in Azienda, per poter fronteggiare le attuali difficoltà economiche, prospettando in 10-15 giorni la definizione della trattativa”.
“Dopo l’acconto erogato a dicembre 2012, relativamente alle spettanze arretrate maturate fino a novembre 2012, ad oggi non vi sono previsioni certe per il pagamento del saldo, delle spettanze relative a dicembre 2012, della tredicesima mensilità e gennaio 2013. In sospeso inoltre, il pagamento dei ticket ad oggi maturati, il saldo dei contributi Cometa e le incombenze aziendali (contributi previdenziali, cessioni quinto, ecc), che attendono ancora una definizione.
“In data 22 gennaio 2013 si è tenuta una riunione tra i Rappresentanti Sindacali e la Direzione Aziendale – spiegano in una nota le Rsa della Oma Sud – nella quale non sono emerse sostanziali novità in merito alla situazione economica e lavorativa”.
“Per l’ennesima volta sono state esposte alla Direzione Aziendale, le difficoltà tangibili in cui versano i lavoratori, per il perdurare di questa anomala situazione. In risposta abbiamo ricevuto le solite rassicurazioni verbali, senza che le stesse fossero supportate da elementi certi e date sicure per i pagamenti degli arretrati. Considerate le incertezze circa le date dei pagamenti, la maggior parte dei dipendenti attualmente in servizio, hanno manifestato la propria difficoltà nel garantire la presenza al lavoro. Conseguentemente la loro richiesta di essere collocati in CIGD, è stata rifiutata dalla Direzione”.
Dalle assemblee successive, i lavoratori hanno deciso di proseguire lo stato di agitazione.