11.02.2013

Si tratta del voltaggio delle batterie agli ioni di litio che hanno fermato i 787. Ora Airbus pensa di tornare alle batterie tradizionali

Le batterie, una cosa apparentemente marginale nella definizione di programmi aeronautici colossali come quelli del Boeing 787 e dell’Airbus A-350, sono al centro di decisioni decisive dei grandi costruttori. Tutto questo a causa dei problemi alle batterie agli ioni di litio che, di fatto, hanno messo a terra l’intera flotta mondile dei 787. In casa Airbus non si limitano ad osservare le difficoltà del rivale, secondo alcune indiscrezioni, infatti, l’azienda di Tolosa starebbe valutando la possibilità di sostituire le batterie agli ioni di litio dell’A-350 XWB, il nuovo aereo wide-body.

La società europea potrebbe quindi utilizzare batterie tradizionali sull’A-350, nel caso i suoi tecnici dovessero ritenere che quelle agli ioni di litio non siano ancora adatte all’utilizzo nel settore dell’aviazione. Un portavoce di Airbus ha affermato che l’azienda studierà e valuterà l’esito dell’indagine in corso da parte del National Transportation Safety Board (Ntsb) degli Stati Uniti: “Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi”. Saft, la società con sede a Bagnolet che per Airbus costruisce batterie sia al nichel che agli ioni di litio, non ha al momento rilasciato alcun commento.

Intanto Boeing fa sapere di aver completato il primo test operativo sui 787 per risolvere i problemi legati alle batterie. Il Dreamliner ha compiuto un volo di prova e, secondo l’equipaggio, tutto si è svolto senza intoppi. Il velivolo di prova ZA005 ha volato per 2 ore e 21 minuti, coprendo circa 1500 km. Non sono state fatte modifiche alle batterie prima del test. Adesso la US Federal Aviation Administration acquisirà i risultati per compiere una propria ispezione pre-volo.
Dall’indagine parallela della US National Transportation Safety Board (NTSB), che indaga sull’incidente di Boston, ha rilevato le conseguenze di cortocircuiti multipli nella seta cellula di una delle batterie da otto cellule a 32v.
Sono una cinquantina i 787 già consegnati e in questo momento lasciati a terra dal 16 gennaio dopo i guai riscontrati durante due voli a Boston e a Tokyo.