11.02.2013

Analizziamo i risultati finanziari relativi allo scorso anno delle principali aziende statunitensi del settore

È possibile tracciare un primo quadro complessivo dei risultati finanziari delle prime dieci aziende statunitensi operanti nel comparto Aerospazio e Difesa (A&D) a valle della pubblicazione dei dati preliminari avvenuta negli ultimi giorni. Le aziende prese in esame sono: Boeing, General Dynamics (GD), General Electric (GE), Honeywell, L3, Lockheed Martin (LM), Northrop Grumman (NG), Raytheon, Textron, United Technology (UTC).

I ricavi totali nel 2012 ammontano ad oltre 478 miliardi di dollari (+2.2% rispetto al 2011), mentre quelli afferenti al solo comparto A&D a 283.5 miliardi (+5.3%). Ma alla crescita dei ricavi – ed in particolare quelli A&D – corrisponde un calo significativo dei profitti, sia quelli operativi (EBIT, -13.4%), sia quelli netti (-6.6%). In diminuzione anche il Return on Sales (ROS).
Gli andamenti non sono lineari per tutte le aziende. La crescita dei ricavi A&D è imputabile fondamentalmente a Boeing (+19%), Textron, UTC, GE, mentre le altre industrie presentano valori in calo. L’EBIT è fortemente cresciuto in Textron ed Honeywell, moderatamente in LM, Boeing e Raytheon, mentre risulta in calo nelle altre.
Boeing si conferma la numero uno in USA e dovrebbe anche aver riconquistato il primato nel mondo (anche se ancora non sono noti i risultati finali di EADS). Nel 2013 prevede una leggera crescita generata dai business in campo civile, mentre il militare dovrebbe mantenersi al di sotto dei valori del 2012.
Invece le prospettive sono generalmente negative per quelle aziende maggiormente coinvolte nel settore militare (come LM, NG, Raytheon) e fortemente dipendenti dalle commesse del Pentagono, i cui fondi disponibili sono in calo  e potranno esserlo ancora di più se entreranno in vigore le decisioni prese nel 2011 nel Budget Control Act (meglio conosciute come “budget sequestration”, ovvero riduzione delle spese militari di 500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, supplementari ai 487 miliardi di tagli già previsti dal Dipartimento della Difesa nel bilancio dell’anno fiscale 2013 per lo stesso periodo).
Nel complesso, quindi, l’incremento dei ricavi nel civile dovrebbe bilanciare il calo nel militare: ma proprio per questo i profitti (percentualmente più elevati nel settore difesa) potrebbero ulteriormente calare.
In Europa si resta in attesa dei risultati complessivi del 2012 che verranno resi noti tra fine febbraio ed inizi di marzo prossimi.