21.02.2013

Il giovane l’astronauta siciliano partecipa ad un incontro con i giovani al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Piazza Dante

parmitano1“Mi sento un privilegiato ma sono frutto del sistema italiano. Ho frequentato scuole in Italia, sono pilota dell’Aeronautica e dell’Esa e ho avuto la grande opportunita’ dall’Italia di poter intraprendere il sogno che ho cullato sin da bambino: volare. In pochi sanno che il 40% dei pezzi della parte abita dalla Stazione Internazionale Spaziale sono costruiti in Italia”. Il prossimo maggio Luca Parmitano, il sesto astronauta italiano, partirà per una missione spaziale, denominata in omaggio a Domenico Modugno “Volare”, che lo porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale.

 

L’astronauta Luca Parmitano affrontera’ almeno due passeggiate spaziali nella missione ‘Volare’ che a fine maggio lo porterà per sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. E’ il primo astronauta italiano ad essere stato selezionato per un’attività di questo tipo. L’annuncio è stato dato a Torino, da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Aeronautica Militare Italiana.
L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e maggiore dell’Aeronautica Militare, manovrerà anche il braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale per alcune operazioni previste nei sei mesi della missione, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese, che oggi a Torino presenta la missione con l’Esa e l’Aeronautica Militare.

Pima di Luca Parmitano il braccio robotico della stazione orbitale era stato manovrato da un altro astronauta italiano, Paolo Nespoli, nella missione Esperia dell’autunno 2007.

L’astronauta è in Italia in questi giorni prima di iniziare la fase finale del suo addestramento. Durante la sua permanenza, Parmitano terrà molti appuntamenti soprattutto con gli studenti, per raccontare la sua prossima avventura nello Spazio. Nell’ambito di questi incontri Parmitano a Napoli ha incontrato studenti, operatori e appassionati del volo spaziale al Convitto Nazionale. Fra i partecipanti, oltre il giovane astronauta, rappresentanti delle istituzioni dell’università e della ricerca. Sono intervenuti all’evento, Leopoldo Verde del CIRA e Marco Nardini, Colonnello Aeronautica Militare. Ha moderato Emilia Mallardo, rettore Convitto Nazionale Napoli.

Luca Parmitano, Maggiore dell’aeronautica militare, e siciliano, laureato alla Federico II di Napoli e diplomato all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, nel corso dei sei mesi di permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale, sarà responsabile delle sperimentazioni Air Diapason e ICE (Italian Combustion Experiment) previste dal programma GREEN.
Il progetto Diapason avrà applicazioni in studi sull’inquinamento atmosferico, nella ISS sarà rilevata e studiata nell’aria, tramite una specifica apparecchiatura, la presenza di particelle di dimensione di pochi nanometri. Lo studio di combustibili innovativi a basso impatto ambientale è il fulcro dell’esperimento ICE. In particolare, sarà analizzato il comportamento di un biocombustibile la cui composizione è stata definita e proposta dall’Istituto Motori del CNR di Napoli.
L’incontro tra il protagonista italiano della missione ‘VOLARE’ e gli studenti napoletani è stato promosso dall’ASI, al fine di avvicinare le nuove generazioni alla passione del volo e informare il Paese sui contenuti di quelle attività avanzate nelle quali l’Italia ha un ruolo di primo piano in campo internazionale. La missione che porterà Luca Parmitano nello Spazio sarà rappresentata da una Soyuz che con una scia tricolore che avvolge la Terra e traccia il percorso alla ISS. Il decollo è fissato il 29 maggio dal Cosmodromo di Baiknur, quando il razzo russo Soyuz TMA-07M con i tre componenti della Expedition 36/37 partirà alla volta della ISS. Oltre a Luca Parmitano, ci saranno il comandante russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg. A novembre dello stesso anno la Soyuz TMA-09M lascerà la ISS per rientrare a Terra.
Il nostro Paese ha un’esperienza e un ruolo di primaria importanza nel mondo nelle missioni spaziali ne è stato un esempio, il successo del lanciatore europeo Vega. Gli interni della stessa Stazione Spaziale Internazionale sono per il 40 per cento realizzati da aziende italiane, la stessa ASI ha fornito all’ente spaziale statunitense tre moduli pressurizzati abitativi (MPLM – Multi Purpose Pressurized Module) e il PMM (Permanent Multi Purpose Module). “Il nostro centro – ha spiegato Leopoldo Verde, Direttore Generale del CIRA – sta lavorando con le aziende che hanno sviluppato i moduli della stazione spaziale, nell’ambito della ricerca di nuovi materiali sempre più leggeri, e allo stesso tempo più resistenti e affidabili, come ad esempio le innovative leghe di alluminio-scandio”. Per gli studenti l’incontro con Luca è stato un momento coinvolgente di approfondimento e conoscenza di un settore come quello spaziale che, come ha rilevato Leopoldo Verde, offre significative opportunità di sviluppo e occupazione per i giovani anche in Campania dove è consolidato un comparto industriale e della Ricerca di primaria importanza non solo italiana.
“E’ nei momenti di maggiore crisi di un Paese che bisogna investire in attività innovative e nelle missioni nello Spazio i cui ritorni tecnologici possono accelerare la ripresa dello sviluppo”. “Di ogni euro investito in missioni spaziali – ci ha detto Parmitano nel corso di una breve intervista – l’esperienza ha dimostrato che ne ritornano nell’economia almeno sette. Tantissimi oggetti, strumenti e servizi per la comunicazione, l’informatica o l’elettronica di consumo che oggi sono parte della nostra vita quotidiana, come per esempio i telefonini, le tecnologie e i sensori digitali utilizzati in moltissimi apparecchi di consumo, sono il prodotto dell’esperienza e delle sperimentazioni sviluppate con le missioni spaziali”.
Continua la preparazione Samantha Cristoforetti, sarà lei la prima donna italiana nello Spazio, il prossimo appuntamento l’anno che verrà…