Lunedi 14.03.2013

Augusto Strianese. In cinque anni i costi annuali passati da 800 mila a 3 milioni di euro.

L’atto d’accusa è di Augusto Strianese conferma i contenuti della trasmissione televisiva di Riccardo Iacona sullo scalo salernitano e sulla necessità di «persone competenti» che rompano il sistema di «veti incrociati e corse alle poltrone.

La  gestione  dello scalo è  bloccata da «veti incrociati e corse alle poltrone» e a suo avviso  i costi sarebbero passate da ottocentomila euro all’anno negli anni dal 2003 al 2008 ai tre milioni di euro all’anno di oggi.

L’ ex presidente della Camera di Commercio di Salerno ed ex presidente del consorzio aeroportuale attacca frontalmente gli amministratori dello scalo che resta ancora chiuso ai voli di linea in attesa dell’allungamento della pista. «Io l’avrei fatto in quattro mesi – dichiara Strianese –  sento cifre colossali, si parla di 15 milioni di euro ma se si lavora su quella pista lì non ci vogliono tutti questi soldi. E si può lavorare senza chiudere l’aeroporto, come ha fatto Napoli». In tre anni non si è fatto niente, continua con la schiettezza che gli è più congeniale Strianese: «In un solo anno e mezzo, precedenti alle diverse e fallimentari gestioni che si  sono succedute – sono  stati completate  sette gare pubbliche senza nessun ricorso al Tar e sono pure avanzati due miliardi e mezzo di euro che stanno alla Regione inutilizzati»,  e «rivendica alla sua gestione  l’inserimento di Costa d’Amalfi nel piano nazionale degli aeroporti «la concessione ventennale l’ho avuta io cinque anni fa, questa è solo un rinnovo».

Il manager si dichiara disponibile alla gestione dello scalo salernitano all  Gesac di Napoli «Trovo assurdo che solo in Campania ci ostiniamo a tenere due aeroporti e due società che si fanno concorrenza tra di loro. Purtroppo le istituzioni salernitane hanno sempre contrastato la fusione con Napoli».  E scettico sulla privatizzazione dell’impianto per i costi eccessivi d’esercizio che renderebbero poco appettibile l’investimento privato.
Tuttavia si dichiara ottimista sulla potenzialità della domanda: «Ryanair non vede l’ora che si allunghi la pista per investire nell’aeroporto. Addirittura volevano aprire una sede a Salerno e dopo un anno ci garantivano un milione di passeggeri».  Ma, conclude  Strianese,  «non siamo andati neanche all’appuntamento: la politica ci ha bloccati se no Alitalia si dispiaceva».