22.04.2013

A Capodichino ci sono le facilities per lo sviluppo di Atitech e per la liena finale del nuovo turboelica ATR

“In Campania ci sono le possibilità, le infrastrutture e le competenze per eccellere” A dirlo è Gianni Lettieri, numero uno di Atitech, secondo il quale, prima di chidere aiuti “deve dimostrare quello che sappaimo fare”. L’ex presidente degli industriali di Napoli ha ripercorso con noi le fasi della “rinascita” dell’azienda di manutenzione di Capodichino, dall’intervento di Meridie che l’ha rilevata dall’Alitalia. “E’ stata una sfida difficile, avevamo cominciato con un gruppo di imprenditori del settore, ma poi siamo rimasti con i soli due partner minoritari, Finmeccanica e Alitalia.

 

I primi anni sono stati duri – ricorda Lettieri – ma le maestranze e le organizzazioni sindacali ci sono state vicine nella riorganizzazione dell’azienda, che oggi è sana e in utile, con gli operai in sicurezza”.
L’imprenditore poi torna sul recente Open Day negli hangar di Capodichino. “Abbiamo presentato un nuovo logo per marcare una differenza con Alitalia, che pure rimane nostro principale cliente”.
La discussione si sposta poi sul presente e sul futuro del comparto aeronautico campano. Innanzitutto, spiega Lettieri, sono incorso delle trattative per dare ad Atitech quegli spazi necessari per lavorare ai widebody, “l’ipotesi di utilizzare uno degli hangar alenia dall’altra parte dell’aeroporto”. “Dobbiamo realizzare a Napoli un polo internazionale della manutenzione aeronautica, senza temere la concorrenza di quello maltese di Lufthansa Technik”.
Quando chiediamo se l’ampliamento di Atitech su Capodichino confligge con l’ipotesi di realizzare la liena finale di un nuovo turboelica ATR a Napoli, Lettieri è netto: “secondo nostre ricerche a Capodichino ci sono le facilities per lo sviluppo di Atitech e per il nuovo velivolo, che garantirebbe un futuro per i prossimi 15/20 anniall’industria aeronautica campana”.