21.05.2013

Il 24 maggio del 1928 il sorvolo. Venerdi a Caserta una manifestazione celebra la ricorrenza. Un articolo di Sergio Mazzarella racconta il personaggio

Venerdì prossimo Caserta celebrerà Umberto Nobile, il grande scianziato ed esploratore campano, e la sua spedizione al Polo Nord in occasione dell’85° e lo farà con un convegno organizzato dall’Associazione Arma Aeronautica sezione di Caserta e dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, in collaborazione con il Circolo Nazionale di Caserta. La manifestazione si svolgerà presso il Centro Residenziale e Studi Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione (ex Caserma Pollio) alle ore 17.30.

 

Interverranno oltre al Presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro Avvocato Alberto Zaza d’Aulisio, l’Ammiraglio Pio Forlani, esperto di Scienze Militari, il Cav. Giuseppe Biagi, nipote omonimo del radiotelegrafista dell’epica impresa ed è anche previsto l’intervento di Carla Schettino Nobile, nipote dell’aeronauta. Seguirà l’inaugurazione della Mostra con cimeli d’epoca presso il Circolo Nazionale, si tratta del Clone della Tenda Rossa, la Radio “Ondina 33” e, cimeli vari.

Per ricordare la figura di Umberto Nobile pubblichiamo un articolo di Sergio Mazzarella, autore del libro “Un secolo del settore aeronautico campano. Una storia poco conosciuta”.

 

Umberto Nobile, un grande scienziato, pioniere, esploratore e docente aeronautico, orgoglio della Campania.
di Sergio Mazzarella

Nel tragico incendio di parte della Città Della Scienza di Napoli, purtroppo sono andati distrutti anche alcuni importanti cimeli appartenuti ad Umberto Nobile, che erano stati esposti dallo scorso 22 febbraio nell’area andata distrutta, provenienti dal Museo di Lauro dedicato a Nobile, nell’ambio della “Mostra Nansen” sull’esplorazione polare. In particolare è andato distrutto per sempre il brogliaccio scritto a mano da Nobile che costituiva il “diario di bordo” della spedizione polare dell’11-14 maggio 1926 organizzata con Roald Amundsen con il dirigibile “Norge”, comandato da Nobile; una perdita irreparabile dal sapore amaro: il diario era stato riconsegnato al Museo di Lauro solo lo scorso novembre, dopo una lunga trattativa, dallo Spitsbergen Airship Museum di Logyearbyen nelle Isole Svalbard in Norvegia, che lo aveva ricevuto in prestito nel 2008 e tardava a restituirlo. Oltre al diario sono andate distrutte  anche una delle tute del generale Nobile ed il binocolo con il quale il trasvolatore aveva scorto nel 1926 dal dirigibile Norge la superficie artica.

Umberto Nobile rappresenta una figura unica di pioniere, scienziato, ingegnere, esploratore e docente, spesso non conosciuta in tutti tali ruoli.  Era nato a Lauro (AV) il 21 gennaio 1885; dopo la laurea in ingegneria conseguita a Napoli, fu assegnato allo stabilimento di Costruzioni Aeronautiche di Roma alla produzione di dirigibili militari dove subito iniziò la progettazione di dirigibili semirigidi e nel 1919 fu nominato direttore dello stabilimento. Nel 1922 fu inviato negli USA per collaborare con la Good Year alla realizzazione del dirigibile militare RS1 e nello stesso anno promosse, con l’ingegnere Gianni Caproni, la costruzione del primo aeroplano metallico in Italia, il Ca73. Nel 1923 realizzò l’N1 con il quale, ribattezzato Norge, raggiunse nel 1926 insieme a Roald Amundsen il Polo Nord dopo un volo ininterrotto di 5.300 km. Dopo l’impresa fu promosso Generale del Genio, gli fu conferita l’onorificenza dell’ordine militare di Savoia e gli fu attribuita la titolarità della cattedra di Costruzioni Aeronautica della Regia Scuola di Ingegneria dell’Università di Napoli, che darà origine al DIAS – il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale. Nobile era uno scienziato, un tecnico, che per i voli di lunga distanza riteneva adatti solo i dirigibili in quanto gli aerei dell’epoca erano ancora troppo fragili, inaffidabili e di ridotte capacità di carico.

Ad aprile del 1928, Nobile partì con il dirigibile n.4 “Italia” per una nuova spedizione polare, preparata non solo per il sorvolo, ma come vera e propria spedizione scientifica, per cui il dirigibile era attrezzato come una sorta di laboratorio scientifico volante ed erano programmate anche alcune “discese” sulla calotta polare per studi oceanografici. Il viaggio iniziò il 14 aprile 1928 da Milano e la trasvolata ebbe inizio il 23 maggio dal campo base alle Svalbard;  ma sulla via del ritorno verso la base il dirigibile  perse quota e impattò il pack. Dopo l’incredibile avventura della “tenda rossa”, Umberto Nobile fu prelevato da un aereo svedese, mentre i superstiti dell’equipaggio furono posti in salvo dal rompighiaccio sovietico Krassin il 12 luglio 1928, poco prima dello scioglimento dei ghiacci. Il fallimento della missione, forse dovuto ad una improvvisa lacerazione dell’involucro in tela, probabilmente danneggiato già prima della partenza a causa delle suole chiodate dei soldati che erano saliti sul dorso del dirigibile per spalare la neve accumulata a seguito di una tormenta che aveva investito il campo base alle isole Svalbard, non fu perdonato da Mussolini e Nobile fu relegato in ruoli marginali. Anche Italo Balbo, che organizzerà le traversate aeree dell’Atlantico e che all’epoca era Ministro della Regia Aeronautica, colse l’occasione per ribadire la superiorità del “più pesante dell’aria” e la fine del dirigibile e delle imprese di Nobile, forse anche geloso della notorietà di cui godeva il generale fino alla sfortunata trasvolata dell’ ”Italia”. Nobile lavorò negli USA e in Russia per la costruzioni di dirigibili; tornò in Italia per un breve periodo nel 1942 ma subito ripartì per la Spagna per rientrare nel 1945. Dopo la seconda guerra mondiale rientrò nell’Aeronautica Militare e pubblicò un libro intitolato “Posso dire la verità”, che una trentina di anni dopo, integrato con ulteriori documenti, diventò  “La verità in fondo al pozzo”. Nobile aveva già raccontato la propria impresa in due libri durante il regime fascista, ma in quegli anni non poteva scrivere di come il regime, e in particolare Balbo, lo avesse osteggiato subito dopo l’incidente. Benedetto Croce, dopo aver letto “Posso dire la verità” scrisse a Nobile per confortarlo, ricordandogli che i fascisti avevano attaccato anche Arturo Toscanini, salvo poi ugualmente vantarsi quando dirigeva con grande successo all’estero.
Nobile  proseguì fino al 1960 l’insegnamento all’Università di Napoli, quando andò in pensione con la qualifica di Professore emerito e con medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, avendo come allievi il Prof. Luigi Napolitano e il Prof. Luigi Pascale. Umberto Nobile fu deputato all’Assemblea Costituente dal 1946 al 1948 come indipendente nel gruppo del PCI;  mori a Roma il 30 luglio 1978.