A Nola il 1 dicembre mostra “CarMA”. Le opere realizzate con materiali di risulta delle lavorazioni esposti nei locali di GEVEN

I materiali di risulta della lavorazione aeronautica si fanno arte. E’ questa l’idea a un tempo semplice e geniale avuta e sviluppata da due donne, Carmen Novaco e l’artista napoletana Marta Pilone.

Il risultato è una mostra dal titolo “CarMA” il cui vernissage avrà luogo il prossimo primo dicembre pressomadi-geven la Geven, azienda leader nella realizzazione di interni aeronautici.
L’appuntamento è alle ore 11,30 presso la sede dello stabilimento Geven nell’area industriale ASI / Marigliano/ Nola in località Boscofangone.
Le opere esposte nascono da un equilibrato uso di plexiglas, materiale madre nelle opere dell’artista e materiali così detti freddi quali alluminio ed acciaio adoperati nelle produzioni aeronautiche.
Marta Pilone, nata a Portici nel 1947, dal 1998 è esponente del Movimento Madi Internazionale,
un filone artistico nato in Argentina nel 1944 nell’ambiente dell’arte non-figurativa creato intorno alla rivista “Arturo”. Tra gli ispiratori e fondatori del movimento Carmelo Arden Quin, Gyula Kosice, Edgar Bayley e Rhod Rothfuss, cui si aggiunsero intellettuali e artisti come Tomàs Maldonado, Torres Garcia, Vincente Huidobro, Martin Blaszko, Salvador Presta ed altri.
La parola Madì significa MAterialismo DIalettico, proponendo con Materialismo una geometria dove l’oggetto-opera non rappresenta, non esprime, non significa, non è in rapporto con un soggetto, ma è vero in sé, e Dialettico perché descrive in termini empirici lo sviluppo storico del pensiero.
La prima mostra Madì si tenne a Buenos Aires nel 1946 mentre in Italia la prima esposizione  nel 1955 a  Firenze,  grazie all’impegno di  Salvador Presta il primo italiano ad aderire al movimento.
Un’arte inventiva, originale, ludica che partita dal sudamerica si è trasformato in un movimento internazionale diffuso in molti paesi, a cui aderiscono oltre 120 artisti, una ventina gli italiani, e con una presenza di 5 musei permanenti in Argentina, USA, Giappone, Ungheria e Brasile.
A Genova nel 1984 nasce il Gruppo Madì Italiano, aderirono tra gli altri Contemorra, Esposto, Loi, Reali F.Frangi, Rino Sernaglia, Elena Fia Fozzer e i napoletani Pilone,Perrottelli e Aldo Fulchignoni.
Nel corso di questi anni  molte nel nostro Paese le esposizioni in gallerie e musei,  e Napoli è stata la città che più di altre si è aperta a questa forma d’arte innovativa. Dopo la prima grande esposizione del 2003 al Chiostro di Santa Maria La Nova, quella del 2007 presso la galleria ‘Spazio Arte’ curata da Ciro Pirone e  quella del 2009 alla storica galleria “Al Blu di Prussia”.   La città  con l’iniziativa di Geven e l’impegno delle signore Novaco e Pilone, si riprone ancora una volta  come città aperta alle forma artistiche più originali.
Il Madì forse rappresenta l’ultimo stadio della ricerca aniconica, una forma non rapportabile ad alcuna immagine conosciuta, che ebbe il suo precursore in Vassilij Kandinskij, nel lontano 1910, e oggi continua ad essere pensiero, sperimentazione, invenzione, una condizione di coscienza e concretizzazione di conoscenza, rielaborazione di tecniche tradizionali e ricerca stimolante di forme e materiali nuovi.  Resta una neoavanguardia che viene da lontano e va lontano perché  un’arte in rapporto stretto con gli sviluppi della società contemporanea.

Antonio Ferrara