14.02.2014

L’azienda si trova a fronteggiare una crisi finanziaria. Da ristrutturare debito di 100mln

L’azienda aeronautica napoletana Dema si trova a fronteggiare una crisi finanziaria “particolarmente difficile – si legge in una nota – già a partire dal 2008 per ritardi nell’avvio di importanti programmi, nonché per la diminuzione delle marginalità di alcune commesse, la riduzione delle tariffe riconosciute dai clienti e, non ultimo, le difficoltà di riscossione dei crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione”.

Per farlo Dema ha presentato nei giorni scorsi un’istanza per il piano di ristrutturazione del debito, piano avviato nell’aprile 2013.
Il debito da “ristrutturare”, che deve dunque passare attraverso accordi con istituti finanziari, fisco e previdenza, fornitori e clienti, è pari a circa 100 milioni di euro.
Naturalmente il piano prevede un riassetto del personale. Dama ha infatti avviato la procedura di mobilità. Le risorse poste in esubero sono 61, e riguardano i due impianti di via San Sossio, a Somma Vesuviana, e della zona industriale di Pomigliano d’Arco. 478 gli addetti complessivamente impegnati in queste due realtà industriali.

“Dema – fa sapere l’azienda – ha raggiunto accordi riguardanti una percentuale maggiore del 60% del totale dei propri debiti, superando la percentuale prevista dalla legge ed è ora in attesa di ricevere l’omologa  dal tribunale competente. Una volta ottenuta l’omologa, Dema dovrà dare evidenza formale di ottemperare e rispettare il piano presentato”.
L’obiettivo dichiarato è quello di poter fronteggiare sia il problema strutturale di un’azienda sovradimensionata, sia il problema di calo dei ratei produttivi e di mancato ingresso di alcune commesse.