21.02.2014

Pubblicato studio di fattibilità del CIRA su mobilità in Campania attraverso il potenziamento del traffico aereo privato.

MOBINT è un progetto promosso dalla Regione Campania nel novembre 2011 e finalizzato allo sviluppo del traffico sugli scali minori regionali con un network di piccoli velivoli ed elicotteri. E’ stato avviato nel novembre 2011 quando l’assessore regionale Sergio Vetrella  affidò al CIRA lo studio sul “monitoraggio delle normative, degli impianti e attrezzature degli scali regionali minori e la definizione di un piano d’investimenti per sostenere un network sviluppato da velivoli dell’aviazione generale con investimenti pubblici e privati”.

L’idea di “Taxi del Cielo” di Vetrella nasceva dalla convinzione che fosse necessario fornire una valida alternativa ai trasporti su gomma e ferro e costruire, come per il sistema portuale, una rete di aeroporti minori, aviosuperfici e campi volo, ma anche di ‘piste’ per idrovolanti, realizzando cosi una moderna rete d’infrastrutture a supporto di un traffico aereo privato.
Lo scorso  14 febbraio è stato reso noto il documento prodotto da CIRA, lo “Studio di fattibilità per lo sviluppo della mobilità attraverso il rinnovamento degli aeroporti locali e delle aviosuperfici della Regione Campania”,  In pratica lo studio ha verificato la possibilità di collegare gli hub presenti sul territorio con località minori provviste di “aerodromi” (soggetti intermedi tra aviosuperfice ed aeroporto, dotati di piste con lunghezza compresa tra 700 e 1800 metri e larghezza tra 18 e 30 metri), raggiungibili velocemente con velivoli di aviazione generale. “Ciò potrà avvenire anche e soprattutto tramite l’incentivazione di una crescita qualitativa delle principali aviosuperfici che per ubicazione, contesto orografico, situazione ostacoli, potrebbero ambire ad accogliere un maggior livello di traffico anche in termini di tipi e prestazione di aeromobili”. Inoltre sarà necessario: la codifica normativa della nuova infrastruttura, la creazione di nuove aerovie e corridoi aerei ed innovativi sistemi di sorveglianza e controllo.
L’intuizione di Vetrella  sembra essere confermata e in linea con quanto recentemente (17 gennaio 2014) pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti relativamente al Piano Nazionale degli Aeroporti che prevede, tra le linee direttrici di sviluppo del settore:
•    incentivazione alla costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi;
•    promozione dell’accessibilità dei territori caratterizzati da carenze di altre modalità di trasporto.

Tuttavia, nello studio non sono esplorati i flussi di traffico interregionali ed infraregionali,  dati che consentirebbero di definire il costo-efficacia dell’operazione. Inoltre, sebbene si rilevi la portata significativa d’investimenti infrastrutturali richiesti da un progetto simile,  non si fa alcun cenno ai contorni finanziari in termini d’investimenti pubblici e privati. In effetti, nel documento nemmeno potevano essere presi in considerazione i costi di un progetto simile,  in un momento di crisi e di mancanza di fondi  che probabilmente rende il progetto dei “Taxi del Cielo”  solo un “piano dei sogni” che stride con le tante emergenze pregresse del territorio.