14.04.2014

Questo il progetto presentato nell’ambito di un incontro organizzato da Aeroporti di Puglia e Regione

Questa mattina all’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie, in Puglia, si è parlato del futuro dello scalo in un incontro organizzato da da Aeroporti di Puglia sotto il Patrocinio della Regione Puglia e in collaborazione con il Centro Studi Demetra. L’incontro, moderato dal Direttore Generale di Aeroporti di Puglia, Marco Franchini, è stato caratterizzato dagli interventi, fra gli altri, di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia di Giuseppe Acierno, Amministratore Unico di Aeroporti di Puglia; di Alessio Quaranta, Direttore Generale dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile; di Massimo Garbini, Amministratore Unico di ENAV; del Gen.le Carlo Magrassi, Capo di Gabinetto del Ministero della Difesa.

Il progetto di Regione e AdP, già illustrato dal presidente Vendola a Bruxelles e al presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi perchè sia assunto tra i programmi infrastrutturali comunitari durante il semestre di presidenza italiana,  vuole fare di Grottaglie un importante centro per lo sviluppo e il test di soluzioni tecnologiche a supporto dell’industria aerospaziale e primo centro europeo per la sperimentazione, test e certificazione dei velivoli a controllo remoto. Il progetto si pone dunque nel solco del piano nazionale degli aeroporti del Ministero dei Trasporti, che prevede per l’Arlotta una funzione prevalente di polo del traffico aereo-cargo logistica ed industriale.  La realizzazione di un sito destinato a funzioni di test bed e test range per nuove forme di trasporto, rappresenta per l’Italia e l’Europa la concreta disponibilità di un’area attrezzata in spazi tecnologicamente idonei collocati al centro del Mediterraneo, caratterizzati da favorevoli condizioni logistiche e meteo, inseriti nel corridoio di volo per velivoli non pilotati. Un progetto, fra l’altro, che si armonizza con la programmazione avviata dal Distretto Tecnologico Aerospaziale Pugliese.

Quello di stamattina, dunque, è stato un momento di sintesi di idee e proposte finalizzate a definire ulteriori azioni ed interventi da inserire nella programmazione regionale e che consentano di utilizzare al meglio le risorse utili ad imprimere una svolta definitiva verso un settore ad alto potenziale di sviluppo, sia strategico che economico.

“Questo incontro, dopo il primo anno di attivita’- ha dichiarato Acierno nel corso del suo intervento – ci mette in condizione di condividere insieme ad un platea piu’ ampia i risultati finora conseguiti che hanno visto come obiettivo ultimo la realizzazione in Puglia di una grande infrastruttura a servizio dello sviluppo dell’industria nazionale in chiave aeronautica”. “Abbiamo sostanzialmente seguito quello che dice il programma europeo Horizon 2020 – continua Acierno – ponendoci il tema della competitivita’, della coesione, della capacita’ di aumentare la qualita’ delle produzioni nazionali e difendere l’industria europea”. Cosi’, insieme ad una serie di stakeholder nazionali, cioe’ la Difesa, i trasporti, la grande industria come Finmeccanica, gli enti regolatori come Enac, Enav, la Regione Puglia (con la nuova regolamentazione 2014-2020), “abbiamo definito un percorso che ci permettera’ di ridondare sull’integrazione degli strumenti comunitari della prossima programmazione e dall’altro ci mette in condizione di realizzare o pensare da subito alcune attivita’, come le iniziative manifatturiere, la grande piastra per lo stoccaggio e la distribuzione della fibra di carbonio per gli stabilimenti aerospaziali ed aeronautici nazionali e la messa in campo di soggetti industriali nazionali che oggi si misurano con lo sviluppo di tecnologie per lo sviluppo di velivoli a pilotaggio remoto”. “Riteniamo – ha poi sottolineato Acierno – che qui ci sia molto da fare, che ci sia una richiesta del mercato europeo che qualifica la realizzazione di una infrastruttura e d’altro lato offre la possibilita’ di sostenere un percorso di crescita dell’industria nazionale che, in infrastrutture di questo tipo, trova l’occasione di realizzare nuove soluzioni tecnologiche, divenendo cosi’ piu’ competitiva. L’applicazione del modello praticato in Puglia in questi anni tra pubblico e privato, dove per pubblico oltre alle amministrazioni troviamo Accademia, Cnr, Enea, riteniamo che possa generare nel tempo una famiglia di nuove competenze che successivamente possono diventare attrattori per l’utilizzo di queste nuove tecnologie sul mercato civile dove le attivita’ di monitoraggio e controllo avranno sempre modalita’ di attuazione proprio grazie allo sviluppo di tecnologie per velivoli non pilotati”. In ultimo, ha concluso Acierno, “immaginiamo di fare tutto cio’ seguendo gli indirizzi comunitari e Horizon 2020, che danno indicazione di sviluppare e definire nuove tecnologie sulla base di bisogni pubblici, maggiore competitivita’, produzione e inclusione sociale”

La Puglia si fa sempre promotrice di iniziative di tal genere – ha detto nel suo intervento Alessio Quaranta, direttore generale Enac. Abbiamo utilizzato queste infrastrutture e questa regione come laboratorio. Quando Acierno – ha continuato – parla di interesse di valenza nazionale e non locale ha ragione. Da tempo volevamo un’infrastruttura che potesse essere laboratorio e l’abbiamo trovata. Siamo stati il primo paese a essere chiamati dagli Usa per la firma di un protocollo che regolamenta collegamenti con particolari aeromobili che possono consentire di collegare Los Angeles con l’Italia in un’ora e 40 minuti. Quando la società aeroporti di Puglia ci ha proposto questa sperimentazione da Grottaglie – ha concluso – ci siamo trovati concordi”.

“Sempre nell’ambito del convegno, nel pomeriggio si è tenuta una sessione di approfondimento a porte chiuse sul tema “Test bed: posizionamento tecnologico. Programmazione a sostegno e fabbisogni industriali”, destinata a favorire un confronto diretto tra Regione Puglia,enti regolatori, industria, alta formazione, distretto tecnologico affinché possano emergere i fabbisogni industriali – in termini di infrastrutture, logistica e tecnologia -, le loro correlazioni con le Università per la formazione di specifici profili professionali, nonché l’individuazione di adeguati e mirati strumenti da inserire nella programmazione del prossimo settennio che tengano conto di queste specifiche necessità.