30.01.2015

Poche novità emerse dall’incontro di Mauro Moretti con i sindacati, l’ad Finmeccanica ha rinviato a successivi confronti aziendali l’approfondimento sul futuro delle produzioni e le conseguenze sugli assett di Finmeccanica.

Finmeccanica_Headquarters,_Rome_LRLe reazioni dell’opinione pubblica alla consulenza di Finmeccanica assegnata a Gilberto Caldarozzi, capo del Servizio centrale operativo della polizia nei giorni dell’irruzione alla Diaz e  pregiudicato, condannato a tre anni e 8 mesi di carcere, una sua stessa scelta per ridefinire gli equilibri del potere nel Gruppo con il Presidente Gianni De Gennaro, oppure un colpo basso subito, crea un contesto che evidentemente non consente nemmeno a Moretti azzardi che potrebbero innescare reazioni sindacali con effetti di risonanza imprevedibili nell’opinione pubblica.

Il Presidente della Repubblica è stato eletto e segnali di ripresa dell’occupazione sembrano delinearsi, nemmeno lui può sfuocare questo favorevole bagliore utile a tutta la classe politica in questo momento congiunturale.
L’incontro è servito all’ing Mauro Moretti per esporre ai sindacalisti il modello d’azienda configurato nel piano industriale e illustrato alla City di Londra, quindi si è discusso di risultati finanziari conseguiti, di modelli di risanamento e di obiettivi produttivi, non si è ancora approfondito il tema dei carichi di lavoro tra i diversi siti e dei processi di efficientamento nelle aziende che, come confermano anche i sindacati, sono le conseguenze temute del processo innescato da Moretti.  I sindacati hanno preso atto della disponibilità di Moretti a confrontarsi nel merito ma hanno confermato la comune determinazione a contrastare eventuali decisioni non condivise sulle prospettive industriali e occupazionali e su cessioni o chiusure di siti industriali del gruppo Finmeccanica.

Il management di Finmeccanica ha ripetuto anche ai sindacalisti che il piano “risente delle criticità determinate dalle passate gestioni” e “si pone l’obiettivo di risanare e rilanciare Finmeccanica attraverso: il recupero della marginalità, la capacità di generare cassa, l’ottimizzazione del portafoglio prodotti e la riduzione del debito”.
I sindacati hanno ribadito la loro contrarietà alla cessione di AnsaldoBreda e la valenza strategica per il Paese delle produzioni e di segnalamento ferroviario e ritengono che le modalità di attuazione del piano preannunciate dal gruppo determineranno sicuramente effetti sugli attuali assetti produttivi, occupazionali e territoriali per cui ritengono fondamentale la presenza del management di Finmeccanica ai tavoli aziendali, dal primo confronto relativo a AnsaldoBreda.
Il modello di divisionalizzazione, ha detto Moretti, si concluderà solo a fine 2015 e porterà a un’unica azienda dopo la presentazione dei bilanci delle singole società. Finmeccanica si propone di centralizzare tutte le funzioni di gestione del gruppo e di mantenere solo le produzioni ad alto valore aggiunto e le attività ritenute strategiche, “a partire dall’ingegneria che sarà riorganizzata in strategica, che sarà gestita dal top management, e quella applicativa che sarà vicina ai luoghi di produzione”.
Diversa attenzione dal passato Finmeccanica ha deciso verso le attività di esternalizzazione, sia per garantire il controllo di quelle produzioni ritenute strategiche che per quelle a più basso valore aggiunto che saranno profondamente riviste sia in termini di verifica qualità che dei costi.
Anche per l’area commerciale Moretti pensa a una centralizzazione e razionalizzazione del portafoglio prodotti per superare gestioni sovrapposte dei clienti.
Il sindacato, condivide le forme di riorganizzazione e il taglio su sprechi e inefficienze, purché siano tutelate le risorse umane, le professionalità e il futuro industriale delle aziende del settore e delle aree deboli del Paese.
Tanto più che considerando i fondi pubblici, comunitari e delle regioni meridionali, che sono stati spesi in questi mesi, c’è d’augurarsi che Finmeccanica non si proponga di tagliare, dopo Casoria, altri stabilimenti a Napoli e nel Mezzogiorno.