Crescono i timori nelle aziende della subfornitura dopo la presentazione del Piano Industriale di Finmeccnica e la crisi di DEMA.
Cresce l’incertezza per il futuro delle numerose aziende della subfornitura, in particolare di quelle meridionali e campane.  La cura del recupero della redditività dei programmi, ha più volte detto Moretti, non è indolore, ma presumibilmente, le conseguenze ci saranno solo per la supply chain.

Finmeccanica in particolare in alcuni precisi settori ha una supply chain inadeguata non di qualità e di fornitori che lavorano al 100% solo per un cliente. Il gruppo non può essere prigioniero di un indotto di questo tipo,  Nelle lavorazioni di aerostrutture il gruppo esternalizza oltre il 60% delle attività e le perdite sono rilevanti, lo stesso programma ATR che per Finmeccanica è profittevole perché concorriamo agli utili della commercializzazione, nella fabbricazione della cellula a Napoli e nel Sud,  ci rimettiamo non poco.

il processo d’efficientamento di Alenia Aermacchi è partito da tempo con la riduzione pesante dei prezzi  delle lavorazioni esterne  e ha prodotto le prime vittima ancora prima di partire,  Tra le  prime aziende a subirne le conseguenze c’è DEMA il più grosso fornitore campano del gruppo aeronautico
82 licenziamenti a Pomigliano d’Arco e a Somma Vesuviana
È questa la richiesta del gruppo guidato dall’imprenditore Enzo Starace che  da tempo è in difficoltà  dopo  una stagione di sviluppo di vent’anni, che le ha consentito da piccola azienda di Pozzuoli di  raggiungere i 700 dipendenti con sedi e impianti industriali  in tutti italia e sedi in Canada e Tunisia.