Il rapporto fra l’economia campana e quella russa subisce meno il colpo delle sanzioni europee

razovTecnologie innovative, aeronautica, moda e turismo questi gli argomenti al centro dell’incontro bilaterale Italia Russia che si è tenuto ieri a Napoli. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Conoscere Eurasia con il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Banca Intesa Russia e Banco di Napoli nel salone delle assemblea in Via Toledo per capire le conseguenze sull’economia regionale della vicende conseguenti alla guerra in Ucrania.

Nel corso degli interventi e sessioni di lavoro, a cui hanno partecipato tra, gli altri, Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa e il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, è emersa una straordinaria vivacità delle relazioni commerciali dell’economia campana e quella russa, che subisce il contraccolpo della crisi tra Europa e Russia, in misura molto più tenue rispetto al dato nazionale. Infatti, l’export verso Mosca è calato del 3% (dato 2014 sul 2013), ma l’interscambio vola e si attesta a +32% nell’ultimo anno (318mln di euro). L’analisi e stata esposta dal presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico, nel corso della relazione di apertura della manifestazione napoletana.
De Magistris ha confermato le relazioni di amicizia tra Napoli, la Campania e la Federazione Russa e ha poi affermato che: “Non si può immaginare un Mediterraneo di pace alternativo all’attuale Mediterraneo di sangue senza la Federazione Russa”.
“Le sanzioni devono essere annullate. Il loro proseguimento è frutto di un’inerzia politica che non ha più nulla a che vedere con la crisi ucraina”. Ha sostenuto Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia che ha ricordato le nulerose partnership tra le aziende italiane, Finmeccanica in particolare, e quelle della Federazionea Russa.
Più diretto l’intervento di Sergey Belyakov, amministratore delegato del Forum economico internazionale di San Pietroburgo “Le aziende italiane devono continuare ad investire e ad essere presenti in Russia. Il posizionamento acquisito da anni di relazioni commerciali e industriali deve essere mantenuto perché ci sono altri mercati pronti a subentrare nelle quote italiane eventualmente lasciate libere”.
Sono interventi al panel su tecnologie innovative e start up anche il Presidente del Dac e del CIRA Luigi Carrino e il presidente di Atitech, Gianni Lettieri. Tra i partecipanti Maurizio Barraco, Sabino Basso, Ambrogio Presioso e Antonio Ferrara di Aeropolis. Tutti hanno ripreso le numerose attività e collaborazioni tra l’industria italiana e russa, in particolare di Agusta Westland, anche se è bene ricordare che per l’ala fissa, la partnership tra Alenia Aermacchi con Sukhoi sul Superjet non attraversa una fase felice e i quei pochi tentativi fatti in passato anche con imprese come Berief non sono stati ne positivi ne convenienti per le imprese italiane.