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Di Carmine America

Lo scorso 23 maggio presso il Politecnico della Federico II di Napoli si è discusso dello stato di salute dell’industria aeronautica campana e delle possibilità di rilancio dell’intero comparto regionale, sempre più interessato da significativi cambiamenti strutturali su cui incidono le scelte dei maggiori player di settore, a partire da Finmeccanica Alenia Aermacchi. L’incontro è stato organizzato da Aeropolis, associazione di settore presieduta da Antonio Ferrara, e ha visto la partecipazione di numerose realtà produttive campane, a partire dalla Atitech di Gianni Lettieri.

Nel corso dell’evento si è offerta agli studenti della facoltà di Ingegneria aerospaziale una prospettiva cristallina e concreta delle condizioni in cui si trovano ad operare le aziende campane del comparto aeronautico, che vivono un momento decisivo della loro storia pluridecennale. Come più volte ribadito da Ferrara, la situazione di crisi a livello nazionale e la competizione sempre più spietata in ambito internazionale determinano un quadro non proprio positivo per l’intera supply chain e per le principali divisioni di Finmeccanica, che annoverano importanti siti produttivi all’interno della regione.

Le considerazioni scaturite dal confronto tra mondo dell’impresa (presenti tra gli altri Atitech, Tecnam, Vulcanair, K4A e Geven), universo accademico e associazioni giovanili (Aian) aprono uno squarcio nitido sulle strategie di lungo termine che l’intero comparto si trova oggigiorno a dover elaborare: l’assenza di prospettive certe su nuovi programmi (chiaro il riferimento all’idea di un nuovo Atr turboprop non ancora all’orizzonte) e i cambiamenti in atto all’interno dei maggiori player nazionali sono al centro delle riflessioni dell’industria e del mondo accademico. Assai atteso l’intervento di Gianni Lettieri, patron di Atitech, che ha voluto ribadire il suo progetto di investimento nel settore delle manutenzioni aeronautiche, oggigiorno sempre più discusso nell’ambito della newCo che ha visto la cessione da parte di Alenia Aermacchi dello storico stabilimento di Capodichino. Secondo le proiezioni di Atitech, il mercato internazionale delle manutenzione dovrebbe subire significativi incrementi nel medio/lungo termine, così da incidere positivamente su commesse e fatturato della NewCo in via di definizione. Su tale prospettiva pesano le apprensioni di quegli analisti che leggono con preoccupazione il dato rappresentato dalla perdita di know how ed esperienza nel mondo dell’assemblaggio di aerostrutture e delle lavorazioni aeronautiche.

A unire l’intera platea di uditori e tutti i relatori il filo rosso rappresentato dalla consapevolezza di dover fare fronte comune per resistere alla pressioni internazionali e preservare la competitività sul mercato, che oggigiorno può essere assicurata solo ed esclusivamente dall’implementazione di ricerca e sviluppo e dagli investimenti in nuove tecnologie. Su tutte le proposte avanzate continua a prevalere l’idea di rafforzare ed implementare il ruolo del Dac (Distretto aerospaziale campano) e di rendere più coesa la collaborazione tra le realtà di settore, che troppo spesso, sino a oggi, si sono impegnate in una competizione interna priva di strategie di lungo termine e hanno perduto le opportunità di crescita legate a un corretto utilizzo dei fondi strutturali messi a disposizione dall’Unione europea.