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04.06.2015

Tre i ddl in esame al Senato che puntano a istituire il Comitato dei ministri dello Spazio: così il governo avrà in mano le politiche aeree e spaziali. Le prime anticipazioni.

Come anticipato nel corso del Seminario promosso a Napoli da Aeropolis e altre associazioni, è in arrivo aria nuova per il comparto nazionale dell’aerospazio. Il governo deciso a recuperare centralmente  le politiche per il comparto nazionale dell’aerospazio.
L’Italia potrebbe avere presto un sottosegretario con delega alle politiche spaziali e aerospaziali. La proposta è contenuta nell’impianto di tre disegni di legge presentati dai senatori Paola Pelino di Forza Italia, Salvatore Tomaselli del Pd e Fabrizio Bocchino del Gruppo misto, su cui in questi giorni sta lavorando la commissione Industria del Senato.
La proposta prende atto che nel comparto aerospaziale nazionale, sebbene ci siano state in questi anni realtà interessanti, nella gran parte dei casi la disseminata presenza sui territori regionali  di enti più o meno legittimati a livello istituzionale,  che pure hanno beneficiando di risorse pubbliche regionali e comunitarie, non ha prodotto lo sviluppo   auspicato e la capacità di governance  necessaria per attrezzare le imprese alla competizione per l’accesso ai finanziamenti europei. L’obiettivo che si pone il  governo è  potenziare le politiche aeronautiche e spaziali del nostro Paese attraverso un nuovo modello di governance  con a capo il Presidente del Consiglio dei ministri e, sotto di lui, un sottosegretario con delega alle politiche spaziali. La nuova struttura passa infatti per la creazione di un “Comitato dello Spazio”, dove siederebbero i ministri dell’Università, dell’Economia, dello Sviluppo economico, degli Esteri e della Difesa. Insieme a loro anche un rappresentante dell’Agenzia spaziale italiana. A loro il compito di indirizzare la politica nazionale per lo sviluppo delle tecnologie spaziali e aerospaziali, elaborare le linee guida per i piani pluriennali dell’Asi e soprattutto gestire gli investimenti finanziari. Le risorse potrebbero arrivare come contributi da parte di ognuno dei ministeri coinvolti o essere fissate direttamente nel DEF. A capo di questa nuova governance sarebbe esclusi tutti i presidenti dei vari cluster e distretti regionali e ci sarebbe direttamente al premier o, per sua delega, un sottosegretario. “Potrebbe essere il sottosegretario alla Presidenza del consiglio o un altro – anticipa la senatrice Paola Pelino – La partecipazione prevede molti ministeri, quindi uno dei tanti sottosegretari di quei ministeri potrebbe avere una delega aggiuntiva”. Tra i papabili troviamo quindi Claudio De Vincenti, subentrato a Del Rio lo scorso aprile; ma anche Giro e Della Vedova, sottosegretari agli Esteri, Gioacchino Alfano e Domenico Rossi dalla Difesa; Pier Paolo Baretta, Enrico Zanetti e Paola De Micheli dal Mef; Simona Vicari e Antonello Giacomelli dal Mise. Il provvedimento è per ora in esame in commissione Industria del Senato. Il 14 maggio dovrebbero cominciare le votazioni sugli emendamenti, prima del passaggio in Aula. Conclude Pelino: “Speriamo ciò avvenga il prima possibile”.