Confermate le indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore sul progetto di  quotazione in Borsa di Avio Spazio. L’entrata in borsa della società aerospaziale, ha dichiarato  Luigi Pasquali, a.d. di Telespazio e membro del Cda di Avio Spazio è  “ un’ipotesi che i nostri partner (Finmeccanica e il fondo Cinven) stanno esplorando come eventuale possibilità”. Secondo il manager l’eventuale Ipo Initial Public Offering, offerta pubblica iniziale, è il procedimento con il quale una società si quota in Borsa,   “è un’ipotesi coerente con la funzione del fondo britannico, ma non c’è un piano definito.  la società controllata all’81% dal fondo britannico Cinven, il 14% da Finmeccanica e la quota restante è invece dei manager. E’ verosimile” che se avviata l’operazione la società si quoterebbe “a Piazza Affari. Il fondo ha la sua base in Gran Bretagna ma la società è italiana”, ha proseguito Pasquali.avioaereo

In merito alla possibilità più volte espressa da Mauro Moretti che il Gruppo Finmeccanica possa aumentare la partecipazione nel capitale di Avio.

Pasquali ritiene che “è un’altra idea che si sta perseguendo tra le diverse opzioni. E’ un’opzione tra tante altre”. Si sta lavorando e non sono stati ancora nominati gli advisor; e’ un processo ancora in analisi. Nei giorni scorsi si era parlato di una decisione sulle banche che potrebbe essere presa in settembre e che sarebbero avviati contatti con  alcune banche d’affari per costituire la pattuglia dei global coordinator.
La decisione di quotazione in Borsa esclude le altre ipotesi, come l’ingresso di un gruppo estero nell’azionariato e come potenziali interessati erano indicati  gruppi strategici come la tedesca Orbitale Hochtecnologie Bremen, la francese Safran e Airbus Defence & Space.
Ora l’operazione di riassetto azionario potrebbe dovrebbe essere valutato dal Governo, Avio Spazio è  infatti considerata uno dei pochi gioielli della tecnologia italiana e l’obiettivo è mantenerla in mani tricolori malgrado le molte mire dei colossi esteri. La tecnologia di Avio Spazio ruota attorno a Vega, il lanciatore spaziale realizzato per il 65 per cento con una tecnologia esclusivamente italiana. Si tratta infatti di una nuova generazione di lanciatori, detenuta attraverso la controllata Elv (partecipata al 30% anche dall’Agenzia spaziale italiana). Questi lanciatori hanno stupito per l’affidabilità e la precisione delle traiettorie in tutti e cinque i lanci finora effettuati e la sensazione è che sarà una tecnologia alla quale dovranno adeguarsi probabilmente anche i grandi colossi europei del settore. Inoltre Avio realizza i due motori laterali e la turbopompa a ossigeno liquido del motore criogenico Vulcain per l’Ariane 5, il lanciatore satellitare che opera dal centro spaziale europeo in Guyana Francese. La società guidata dall’amministratore delegato Pier Giuliano Lasagni ha archiviato nel 2014 un giro d’affari di 224 milioni di euro. Cinven è entrato in Avio Spazio nel 2006 all’interno di un’operazione di ben più ampie dimensioni, cioè quella dell’acquisto delle attività nell’aeronautica di Avio Group. Poi queste ultime sono state vendute al colosso statunitense General Electric per 3,3 miliardi di euro nel 2012 e a Cinven e Finmeccanica erano rimaste le sole attività aerospaziali che ora sembrano procedere verso una quotazione con tempi ancora da definire.