Discusse alla Camera dei Deputati le prospettive del settore aeronautico civile di Finmeccanica e il futuro dei meridionali e di quelli pugliesi di Agusta Westland e di Alenia Aermacchi.

min-svilAl Question Time in Parlamento il Ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi ha risposto alle preoccupazioni espresse dall’interrogante On. Toni Matarelli sulle prospettive e le strategie di sviluppo di Finmeccanica con la rivoluzione della governance societaria e la creazione – dall’1 gennaio del 2016 – della cosiddetta “One company”.

La ministra ha garantito che Finmeccanica non modificherà gli assetti industriali né le mission degli stabilimenti nel Mezzogiorno e ha illustrato il ricco e complesso impianto messo in campo dal Governo per supportare lo sviluppo e le capacità competitive delle aziende dell’intero comparto nazionale ritenuto strategico per la ripresa dell’economia del Paese.

Intanto, ha detto la Ministra, con la legge 808 finanziamo completamente progetti di ricerca e sviluppo per le grandi aziende e le PMI, con due interventi pluriennali 2014 e per il 2015 rendiamo disponibili 800 miliardi modulati in 15 anni. Con un provvedimento specifico il 15 luglio scorso il Governo ha dato parere favorevole alla concessione di finanziamenti per 41 progetti e investimenti complessivi di 1,9 miliardi di euro. Con la Legge di Stabilità abbiamo assegnato 25 milioni nel 2018 e 700 complessivi nel periodo 2019/32. Infine, con decreto ministeriale del 3 luglio scorso il governo ha attivato elementi innovati e semplificazioni procedurali, in particolare per le PMI, di accesso a un regime agevolato e favorevole a sostegno di programmi industriali e aggregazioni d’imprese.

Un plauso all’iniziativa del parlamentare pugliese Matarelli che interrogando il Governo si è fatto interprete dal fatto che restano ancora sottaciuti i programmi di Finmeccanica e incerte le prospettive degli stabilimenti meridionali e dell’intero segmento industriale delle aerostrutture.

Per il Mezzogiorno la chiarezza sulle strategie di Finmeccanica sulle attività delle aerostrutture è nevralgica per le prospettive del settore aeronautico civile che annovera nel Mezzogiorno poli industriali di primaria importanza verso i quali sono arrivati cospicui finanziamenti pubblici, in particolare per progetti di ricerca per tecnologie abilitanti, non si capisce di cosa, in assenza di programmi industriali.

Il parlamentare pugliese e tedesco di nascita ha posto il tema dello stabilimento brindisino di Agusta Westland, “che peraltro aveva sottoscritto un contratto di programma con la Regione Puglia, si era impegnato nel 2011 a incrementare il numero dei dipendenti assunti a tempo indeterminato fino a raggiungere le 502 unità: ad oggi, invece, i lavoratori risultano in numero di 420, con circa 60 unità di somministrati (e cioè precari) di cui non si conosce il destino e, contestualmente, una parte della produzione è stata delocalizzata in Polonia. Non soltanto: mentre il Ministro argomentava nell’emiciclo con toni tranquillizzanti, era diramato il drammatico annuncio di 100 esuberi nell’azienda Dema Aeronautica, proprio a causa di mancate commesse di Agusta Westland”.