In Senato e in Consiglio regionale i grillini chiedono un tavolo per le aziende campane di Finmeccanica. A rischio sarebbe lo stabilimento di Nola.Alenia Aermacchi, l'M5S chiede certezze per lo stabilimento di Nola

Gli esponenti campani del Movimento 5 Stelle alzano la voce per chiedere chiarimenti sul futuro degli stabilimenti campani di Alenia Aermacchi. Chiedono infatti al consiglio regionale della Campania di farsi “sindacato e tutelare i livelli occupazionali”.
La richiesta al Governo è stata presentata ufficialmente dal portavoce del Movimento 5 Stelle al Senato, Sergio Puglia, al termine della seduta del 28 gennaio 2016.
Nel corso della seduta il senatore grillino ha posto il tema del futuro dello stabilimento di Nola di Finmeccanica-Alenia, che ritiene a rischio di chiusura.

In una mozione presentata dall’M5S si fa esplicito riferimento al rischio che con lo “spezzatino aziendale” che ha separato la divisione progettuale da quella produttiva e priva di un futuro solido di commesse e di programmazione, siano seriamente in pericolo i posti di lavoro degli stabilimenti campani. “Chiediamo l’attivazione di un Tavolo ministeriale sulla questione Alenia – ha dichiarato Valeria Ciarambino – e sul rischio chiusura dello stabilimento di Nola. Non si può più perdere tempo, Finmeccanica ha trasformato Alenia in una delle divisioni della sua nuova One Company ed è questo un dato che preoccupa, vista la chiusura nel 2013 dello stabilimento di Casoria e la cessione o meglio la svendita, negli ultimi 18 mesi dello stabilimento di Capodichino”.
Secondo la Ciarambino “la trasformazione in One Company crea un rischio reale anche per il sito di Nola”.
La Regione deve intervenire e avere un ruolo sindacale forte a difesa di queste nostre eccellenze produttive presso il governo per disincentivare e bloccare il depauperamento di questi siti da parte di Finmeccanica. Basta con il saccheggio della Campania. Questo è solo il primo passo che noi facciamo e speriamo che tutte le forze politiche vogliano unirsi a questa battaglia al di là dei proclami”.