La firma dell’accordo tra Leonardo-Finmeccanica e Airbus sulla sezione 14A, della nuova configurazione dell’Airbus A321, è certamente una buona notizia, visti i tempi che corrono. inves-finmeSe però parliamo dei volumi previsti per la sezione 14A e del peso che il programma ha avuto per l’azienda italiana, non stiamo parlando di una notizia nuova, e nemmeno risolutiva per il destino dei siti aeronautici campani di Leonardo.

Si può capire che la politica capisca quello che gli fanno capire, eppure basterebbe andare sul web per accorgersi che il programma A321 non è stato mai più del 5% del fatturato delle sole aerostrutture, che Leonardo non prevede alcun investimento per queste attività, che le consegne sono in netto calo da alcuni anni, che l’azienda riporta a Nola le lavorazioni che erano state date all’estero, (vai a capire perché erano ai cinesi e cechi!), quindi viste le condizioni del programma A380, forse il nuovo accordo Airbus si può inquadrare come il recupero dei volumi produttivi precedenti esternalizzati per saturare gl’impianti di Nola.

Noi pensiamo sia utile sapere prima qualcosa sui contenuti dell’accordo, il programma ha grossi numeri di backlog e i volumi potrebbero essere anche diversi da quelli noti a maggio.

Riportare la notizia, dopo una scarna nota aziendale, come la svolta che rilancerà il sito di Nola, degli stabilimenti della Campania, dell’industria italiana e planetaria, ci sia consentito, non sta né in cielo né in terra.

Riproponiamo le considerazioni che pubblicammo lo scorso maggio quando la notizia della trattativa del contratto tra Leonardo e Airbus era già nota agli specialisti del settore:

“C’è d’augurarsi che non abbia preso una gran cantonata quel giornale napoletano che ha sostenuto che gli impianti di Leonardo di Pomigliano d’Arco e Nola saranno salvati dal nuovo accordo di Leonardo con Airbus sul programma A321, quello stesso di cui ha parlato Moretti all’’audizione in Parlamento.
Le produzioni di Leonardo per, e con Airbus, escludendo ATR, non attraversano la stagione migliore, se la vicenda del nuovo ATR è arenata da qualche parte, su A380 le attività italiane sono ridotte al minimo possibile e il programma è in un tunnel, dove non si vede ancora la luce. Quelle su A321 non sono mai andate oltre la sezione 14A della fusoliera, una commessa acquisita ai tempi delle max acquisizioni di aerei Airbus fatte da Air One.    Questo programma, a oggi, prevede la produzione del barile di responsabilità di Leonardo ma la gran parte delle attività di fabbricazione le fanno i cinesi di AVIC e i cechi di AERO Vodochody, parliamo di attività esternalizzate che pur riportandole non basteranno certo a saturare lo stabilimento di Nola.”.  Pezzo Completo