La 52° edizione del Salone Internazionale dell’Aerospazio a Le Bourget si terrà dal 19 al 25 giugno 2017 nell’area dell’Exhibition Centre Parigi.

Tra poco più di cinque mesi sarà inaugurata la rassegna francese e molti degli spazi espositivi sono già prenotati. A oggi, tra le aree finora assegnate a enti, distretti e aziende italiane, nessuno spazio risulta destinato alla Regione Campania.
Gli eventi espositivi internazionali sono molto importanti per le aziende del settore e diversi sono gli appuntamenti promossi nei paesi che hanno rilevanti imprese aeronautiche. In Italia ogni due anni è prevista una rassegna a Torino.leburge17
Il mondo europeo dell’aerospazio, dalla più piccola azienda ai grandi player mondiali, si ritrova ogni anno alternativamente all’Air show di Farnborough a Londra, più orientato verso le produzioni militari e della Difesa, e a Le Bourget in Francia, una manifestazione sostenuta da Airbus che raccoglie la presenza di migliaia di operatori e imprese costruttrici dello Spazio e del trasporto civile.
Nel corso dei due eventi si contano in centinaia i Capi di Stato e i rappresentanti delle istituzioni civili e militari che intervengono alle rassegne. In ballo ci sono contratti per miliardi e i sistemi paesi si attivano per sostenere la loro industria nazionale e le imprese del settore.
Centinaia di migliaia sono ogni anno i visitatori e gli operatori che s’incontrano e affollano gli stand per conoscersi, avviare collaborazioni e contratti. Le aziende produttrici espongono nelle immense aree i nuovi aerei e i prodotti aerospaziali. Migliaia di esperti e curiosi assistono alle dimostrazioni in volo organizzate dai produttori di velivoli.
Centinaia gli accordi industriali e commerciali e miliardi di dollari di affari si finalizzano durante le manifestazioni tra i costruttori e gli operatori aeronautici.
Dal nostro Paese in particolare a Le Bourget, convengono ministri, capi militari e rappresentati delle istituzioni nazionali e regionali per promuovere i prodotti e le aziende italiane.
La Campania è l’unica regione che da diversi anni è assente istituzionalmente dalle rassegne internazionali e non promuove la partecipazione delle aziende del settore.
Lo scorso anno cedendo alle pressioni degli imprenditori e di Associazioni come Aeropolis, la Regione è ritornata con una decina di aziende e uno stand istituzionale al Salone dell’Aerospazio e Difesa di Farnborough a Londra.
Un ritorno in sordina, ma da tutti salutato come un successo, almeno era un primo passo nella direzione giusta.
Gli assessori regionali che guidarono quella missione assicurarono che la Regione Campania è consapevole di quanto sia importante la presenza delle istituzioni a manifestazioni di portata mondiale e quanto sia utile per il loro business la partecipazione delle aziende a questi eventi.
Nei mesi successivi, si disse, si sarebbe approntato un programma completo e articolato per promuovere i prodotti e i progetti delle aziende campane e l’immagine del territorio e delle sue realtà produttive.
Il nuovo governo regionale, fu sostenuto anche durante l’incontro con la stampa internazionale, ritiene prioritario e strategico supportare le aziende dell’aerospazio sulla scena internazionale.
L’appuntamento con gli operatori mondiali dell’aerospazio era rimandato a Le Bourget 2017, dove con grandi player nazionali dell’aerospazio, e insieme alle altre aziende italiane, anche le imprese campane avrebbero avuto visibilità e opportunità d’affari.
Sarebbe stato un vero cambio di marcia rispetto al passato, se a quelle affermazioni fossero seguiti i fatti. La Regione Campania si proponeva di recuperare quel ruolo che aveva avuto fino al 2011 quando tra le regioni italiane era la meglio attrezzata, più attiva e determinata nel promuovere iniziative d’internazionalizzazione. Utilizzando e valorizzando le competenze interne alla regione stessa, dal cluster campano furono allora avviate numerose attività e contatti in Europa. La Campania fu tra gli enti che fondarono con i tedeschi di Amburgo e i francesi di Tolosa il Cluster Europeo dell’aerospazio EACP, si firmarono accordi di collaborazione con numerosi distretti aeronautici europei e si organizzarono iniziative d’incoming partecipando a diversi programmi internazionali promuovendo incontri e contatti tra le aziende del territorio.
Il mercato cresceva, le aziende crescevano e con loro crescevano gli occupati.
Poi tutto fu dirottato su un binario morto e mentre anche in altre regioni italiane creavano cluster aeronautici, in Campania si avviava la stagione del disimpegno e dell’improvvisazione istituzionale.
In questi anni le aziende del settore, quelle più determinate e di maggiore dimensione, sostenendone completamente i costi, hanno continuato a promuovere collaborazioni e contatti internazionali e sono cresciute. Quelle più piccole che maggiormente risentono delle conseguenze della decisione di Leonardo di riportare in casa le attività che aveva esternalizzato, soffrono per il calo di commesse e cercano opportunità nel mercato internazionale per sostenere la produzione.
Logica vorrebbe che in questo scenario le istituzioni si proponessero di supportare le PMI proprio nella ricerca di nuovi mercati fuori da quello domestico.
Eppure, se confermato, in questi mesi nessuno ufficio regionale è stato attivato e autorizzato a prenotare lo spazio espositivo a Le Bourget. Non possiamo, e non vogliamo credere che sia dovuto a sciatteria o dilettantismo della classe politica e amministrativa, anche se a questo punto i tempi sono stretti e la partecipazione della Campania a Le Bourget 2017 potrebbe essere definitivamente compromessa.
Ci auguriamo che i decisori politici si attivino quanto prima per evitare questa pessima figura verso gli operatori del settore e la stampa internazionale. L’esito del referendum non ha abolito il Titolo V della Costituzione, per cui restano enormi le responsabilità delle Regione nella gestione dell’economia.
Per quanto riguarda l’aerospazio, si lascino quindi alle spalle la confusione e l’improvvisazione degli ultimi mesi e si decida una politica di rilancio e di reindustrializzazione del territorio regionale. E si faccia presto a recuperare la missione a Le Bourget almeno per impedire una rovinosa caduta di credibilità delle istituzioni regionali.