La notizia è riportato dai media americani.

L’azienda di Seattle conosceva il grave problema del sistema di controllo automatico del volo che avrebbe provocato la caduta di due Boeing 737 Max in Indonesia e in Etiopia causando la morte di 346 passeggeri e membri di equipaggio. Lo riportano i media Usa.
Una serie di sms tra dipendenti della Boeing nel 2016 rivelerebbero che la società era consapevole del grave problema dei suoi velivoli.

Per mesi l’azienda produttrice di aerei Boeing ha sostenuto di non aver mai saputo che il nuovo sistema di sicurezza automatizzato dei 737 Max (probabile causa di due gravi incidenti aerei tra il 2018 e il 2019) non fosse in realtà sicuro.

In un verbale che nei giorni scorsi l’azienda ha consegnato alle autorità statunitensi sarebbe emerso che nel 2016 un pilota che stava testando il 737 Max,  si era detto molto preoccupato del nuovo sistema in una conversazione con un collega.

Il pilota, Mark Forkner, si lamentava del fatto che il sistema avesse un comportamento imprevedibile e caotico nelle simulazioni di volo.
«Sicuramente sono io che faccio schifo a pilotare, ma anche in quel caso c’è un problema ed è grave», aveva detto ad un collega.

L’esistenza di questa conversazione mette in difficoltà la difesa di Boeing, che ha sempre sostenuto di non aver fatto niente di scorretto, di non aver saputo nulla e di non essere responsabile dato che il modello Max aveva ricevuto la certificazione della FAA.
Il CEO di Boeing Dennis Muilenburg dovrà testimoniare davanti a due commissioni d’inchiesta del Parlamento statunitense il 29 e il 30 ottobre.

 “Mi aspetto una spiegazione immediata“, ha scritto alla Boeing l’amministratore della Federal Aviation Administration (Faa).