C-27J (13)_HR04.05.2015

Sono iniziate le prime missioni addestrative del C-27J presso la USCG (United States Coast Guard)

Dopo la cancellazione del programma da parte della Forza Aerea statunitense nel febbraio 2012, i 21 velivoli consegnati furono inviati a luglio 2013 presso l’Aerospace Maintenance and Regeneration Group (AMARG) nella base di Davis-Monthan in Arizona per essere “coconizzati” con tecniche di preservazione in attesa di destinarli ad altri potenziali acquirenti.

Ad ottobre 2013 7 velivoli furono consegnati al Comando Operazioni Speciali dell’Esercito (USASOC) ed a dicembre dello stesso anno fu deciso di trasferire gli altri 14 alla Guardia Costiera. Questi avrebbero sostituito 7 HC-130H a loro volta ceduti dalla Guardia Costiera al Servizio Aereo Forestale (per essere utilizzati in missioni antincendio).
La Guardia Costiera – che schiera anche HC-130J, HC-130H ed H-144A (CN-235) – ha stimato che l’introduzione dei C-27J (da modificare entro il 2022 in pattugliatori marittimi con una spesa stimata di 600 milioni di dollari) avrebbe generato un risparmio di 837 milioni di dollari in 30 anni.
Tuttavia un recente studio della Corte dei Conti (GAO – Government Accountability Office), pur confermando sostanzialmente i risparmi calcolati dall’USCG, ha messo in luce i potenziali rischi dell’operazione riguardo costi e disponibilità delle parti di ricambio (dipendenti da Alenia Aermacchi), modifiche da effettuare per alloggiare i radar di sorveglianza (Alenia Aermacchi è unica proprietaria dei dati tecnici) e stato attuale dei velivoli.
Tuttavia la USCG sta lavorando per mitigare tali rischi ed ha sospeso l’acquisizione degli HC-144A (CN-235) al 18° esemplare (sui 36 pianificati), pur continuando a ricevere gli HC-130J (ancora non equipaggiati per la sorveglianza marittima).
L’acquisizione dei C-27J rientra nel Medium Range Surveillance Aircraft program della Guardia Costiera. Nel budget relativo all’anno fiscale 2016 sono stati richiesti 102 mil US$ per le prime attività di modifica ed a febbraio 2015 sono stati definiti una serie di azioni per implementare il programma e rendere operativi i primi 4 velivoli entro il 2017. Tuttavia la USGC sta parallelamente realizzando una più ampia analisi  – che sarà pronta nel 2019 – per rivedere capacità e mix degli asset per compiere le sue missioni: questo potrebbe far ulteriormente modificare lo scenario.